Friday, December 09, 2022   
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Gita in Barca alla Scala dei Turchi

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Valle dei Templi, uno dei Patrimoni più belli e preziosi dell'Umanità

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La Zona Archeologica di Agrigento si trova nella parte meridionale della Sicilia, in sud Italia.

L’UNESCO ha deciso di inserire l’area archeologica di Agrigento nel prestigioso elenco dei siti “Patrimonio Mondiale Dell'Umanità” perché: Agrigento rappresenta, ancora oggi, la cultura greca.
L’UNESCO, arriva a questa decisione nel 1997, considerando che è di particolare rilievo il complesso dei templi dorici presente ad Agrigento ed  è uno dei principali esempi non soltanto dell’arte, ma dell’intera cultura greca.
L'UNESCO ha tenuto in forte considerazione il fatto che Agrigento sia stata una delle più grandi città dell’area del Mediterraneo e che i suoi templi si siano conservati quasi intatti fino ai giorni nostri.

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Storicamente Akragas Agrigentum. Questo il nome dell’Agrigento di epoca greca che si è conservata in ottimo stato fino ai tempi nostri, come dimostra la Valle dei Templi.
I primi ad arrivare da queste parti
furono abitanti della città di Gela, originari delle isole greche di Creta e Rodi (581 a.c.).
Il periodo di massimo splendore di Siracusa coincide con quello della Magna Grecia ed in questo periodo Akragas Agrigentum si ricorda come uno dei centri più attivi che, in Sicilia, pare fosse
seconda solo a Siracusa.
Quanto alla sua bellezza, basta ricordare il poeta greco Pindaro che la definì “la più bella città dei mortali”.

 

Il tempio di Giunone, il Tempio della Concordia, il Tempio di Eracle, il Tempio di Zeus Olimpico, il Tempio di Castore e Polluce, il Tempio di Vulcano, il Tempio di Esculapio.
Sono sette i templi della mitica Valle di Agrigento e tutti in condizioni di conservazione
eccezionali.
A questi va aggiunta la Tomba di Terone, eretta per ricordare i caduti della seconda guerra punica.
Insomma, qui la storia è di casa ed Agrigento, all’interno del bacino del Mediterraneo, ne è stata il fulcro  per parecchi secoli.

 

L’area archeologica di Agrigento, con la sua Valle dei Templi, è la testimonianza più significativa della civiltà greca in Sicilia.
I Templi di quest’area, sorgono tra campagne di mandorli e fiori, quasi a voler essere incorniciati
in uno scenario che li rende immortali.
I Templi di stile dorico sono stati edificati a partire dal quinto secolo avanti Cristo con tufo calcareo trovato in loco. Ad essere meglio conservato (praticamente appare integro) è il Tempio
della Concordia che deve il suo nome ad una iscrizione latina trovata nei pressi del Tempio stesso.
Affascinanti anche i Templi di Eracle (Ercole) che è il più antico e quello di Zeus Olimpico
(Giove) con i suoi telamoni, enormi statue dalle sembianze umane.
Vi sono poi il Tempio di Giunone, di Castore e Polluce, di Vulcano e di Esculapio. Affascinante anche la posizione dei Templi, tutti rivolti verso Est in modo che la statua raffigurante la divinità all’interno del Tempio venisse irradiata dal sole che sorge la mattina.

 

La cattedrale di San Gerlando, in Agrigento, è nota, oltre che per la sua bellezza, anche per un particolare fenomeno detto “portavoce”. La tradizione vuole che dall’abside, la parte terminale della chiesa, complice il silenzio della cattedrale, si riesca a sentire ciò che viene bisbigliato all’ingresso.

 

La Valle dei Templi è aperta dalle 8.30 alle 19.00 tutti i giorni compresi domeniche e festivi.

info@valledeitempli.it

 

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Sicurezza stradale: Piantedosi, +40,5% sanzioni per guida in stato di ebbrezza
<p>AGI -&nbsp; «Uno sforzo comune con un unico obiettivo: evitare le stragi sulle nostre strade». Queste le dichiarazioni del ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, rilasciate oggi al giornale Avvenire. Il titolare del Viminale - che ha presieduto, lo scorso sette dicembre, una riunione del Comitato nazionale ordine e sicurezza pubblica durante la quale è stato affrontato il tema degli <a>incidenti stradali </a>- ha sottolineato la necessità di operare su più fronti:&nbsp;&nbsp;innanzitutto un'ulteriore intensificazione dei controlli, che già nel 2022 sono aumentati&nbsp;rispetto al 2021,&nbsp;grazie allo&nbsp;sforzo degli operatori di polizia.</p> <p><strong>A inizio dicembre dell'anno in corso, infatti, sono già stati effettuati 395.024 controlli da parte della Polizia stradale e dall'Arma dei carabinieri,</strong> molti dei quali avvalendosi anche di etilometri e precursori (+22% rispetto all'anno precedente); 12.322 le persone sanzionate per guida in stato di ebbrezza alcolica (+40,5% rispetto al 2021) e rititate complessivamente 27.975 patenti (+25%) e 36.000 carte di circolazione (+16%). Piantedosi ha anche annunciato che, in vista delle prossime festività, verrà emanata un'apposita direttiva finalizzata a un rafforzamento dei controlli lungo le arterie più a rischio.</p> <p>«L'incremento - ha specificato - dovrà fare affidamento sulla pianificazione di servizi mirati durante i giorni, nei luoghi e negli orari in cui si verificano più incidenti». In quest'ottica, un ruolo fondamentale assumeranno le iniziative poste in essere a livello locale, con l'attiva partecipazione dei comuni, ai quali verranno destinate risorse finanziarie per consentire interventi più incisivi di prevenzione del fenomeno.</p> <p>Oltre queste misure specifiche, il ministro, in ragione dei dati preoccupanti che registrano un incremento di sinistri per guida sotto l'effetto di alcool o sostanze stupefacenti, ha sottolineato l'importanza di <strong>continuare ad agire anche sotto il profilo della prevenzione,</strong> aspetto che verrà rafforzato mediante specifiche iniziative di informazione ed educazione stradale, fondamentali anche per supportare l'impegno delle forze di polizia.</p> <p>«Penso alle tante iniziative che già le forze di polizia stanno realizzando nelle scuole con il coinvolgimento di migliaia di studenti - ha dichiarato Piantedosi, aggiungendo che - la maggiore consapevolezza dei rischi è fondamentale per incidere sui comportamenti pericolosi alla guida». «In questa direzione - ha concluso - amplieremo e renderemo ancora più incisive le campagne di sensibilizzazione, rivolte in particolare ai nostri ragazzi, sui comportamenti pericolosi alla guida».&nbsp;</p>

Influenza record, a letto 3,5 milioni di italiani 
<p>AGI - L'influenza <strong>continua la sua corsa record</strong>, con una forte crescita di contagi anche nell'ultima settimana e un livello di incidenza, pari a 16,0 casi per mille assistiti (13,1 nella settimana precedente) che ha superato la soglia di intensità alta. Sono oltre 3,5 milioni gli italiani già colpiti, 942mila solo nell'ultima settimana (770mila nei sette giorni precedenti).</p> <p>Lo segnala il <strong>bollettino settimanale Influnet dell'Istituto Superiore di Sanità</strong>, relativo al periodo 28 novembre-4 dicembre. <strong>Superato il picco di tutte le stagioni passate </strong>fino al 2009, primo anno di monitoraggio, per di più&nbsp;in netto anticipo rispetto ai picchi precedenti giunti tra gennaio e febbraio. Aumenta l'incidenza in tutte le fasce di età, ma risultano maggiormente colpite le fasce di età pediatriche e in particolare i bambini al di sotto dei cinque anni di età in cui l'incidenza è pari a 50,2 casi per mille assistiti. (41,2 nella settimana precedente). Nella fascia di età 5-14 anni l'incidenza è pari a 29,29, nella fascia 15-64 anni a 13,16 e tra gli individui di età pari o superiore a 65 anni a 6,44 casi per mille assistiti.</p> <p>In sette Regioni (Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Umbria, Marche, Abruzzo) l'incidenza ha superato la soglia di massima intensità.&nbsp;</p>

Grossa frana sulla superstrada a Lecco, intervento in corso Vigili Fuoco
<p>AGI - Frana sulla superstrada Lecco-Valsassina. In corso l'intervento dei Vigili del Fuoco. A quanto viene riferito all'AGI, due persone a bordo di un furgone sarebbero uscite "miracolosamente" illese dal veicolo.&nbsp;</p> <p>Dei grossi massi si sono staccati dalla montagna finendo sulla carreggiata della ss36 Lecco Ballabio dove c'è la 'gallleria Giulia'. La strada è stata interrotta. I due occupanti del furgoncini sono scesi autonomanente dal mezzo. Sul posto i sanitari del 118.&nbsp;</p>

Sesso sicuro: in Italia condom gratis ai giovani in 5 regioni
<p>AGI - La Francia va verso la distribuzione gratuita dei preservativi per il giovani tra i 18 e i 25 anni. La misura, annunciata ieri dal presidente <a href="https://www.agi.it/estero/news/2022-12-08/francia-macron-preservativi-gratuiti-per-fascia-18-25-anni-19120280/">Macron</a>, prevede la distribuzione nelle farmacie dal primo gennaio 2023. E in Italia qual è la situazione?</p> <p><strong>Nel nostro Paese la questione è di competenza delle singole Regioni</strong>. E, sulla carta, sono sei quelle che hanno approvato contraccettivi gratuiti per i giovani.</p> <p>La prima è stata la Puglia, nel 2008, ma con distribuzione nei consultori familiari dei farmaci ormonali di fascia C. Insomma, niente preservativi maschili, ma&nbsp;pillole a basso dosaggio, cerotto transdermico e anello vaginale per le&nbsp;donne&nbsp;sotto i 24 anni e quelli esenti da ticket. Le altre cinque Regioni invece, arrivate una decina di anni dopo, hanno esteso la gratuità ai preservativi.&nbsp;</p> <p><strong>In Emilia Romagna, dal 2018, gli under 26 possono richiedere non solo la contraccezione ma anche una consulenza medica</strong>. Dopo la presa di posizione di questa Regione, a stretto giro, sono arrivate anche le misure, molto simili, di Piemonte, Toscana e Marche.</p> <p>In Lombardia, invece, la gratuità è solo per gli under 24. Il problema è che per ottenere i preservativi gratuiti occorre rivolgersi ai consultori, che negli ultimi anni sono stati depotenziati e spesso non sono in grado di gestire con celerità le richieste.&nbsp;</p>

Parla il legale della vittima di Cospito: "41 bis ed ergastolo sono disumani"
<p>AGI – &nbsp;“A prescindere dal caso singolo, ritengo che l'ergastolo e il 41 bis siano contrari alla Costituzione”. A dirlo all'AGI è l'avvocato Corrado Pagano, legale di Roberto Adinolfi, il manager dell'Ansaldo gambizzato da Alfredo Cospito.</p> <p>Una presa di posizione che arriva mentre l'anarchico <strong>ha superato i 50 giorni </strong>di sciopero della fame nel carcere di Sassari per portare l'attenzione sulle condizioni di chi è detenuto in regime di 41 bis in attesa che la Consulta si pronunci sulla concessione o meno delle attenuanti per il reato di strage politica. Attenuanti che, se concesse, gli eviterebbero l'ergastolo.</p> <p><strong>“Non conosco le carte </strong>del processo di Torino e non mi pronuncio – afferma Pagano, esperto avvocato che in passato ha difeso anche esponenti delle Brigate Rosse – ma quello che posso dire è che l'ergastolo è contrario al principio di rieducazione della pena previsto dalla Costituzione e così il 41 bis la cui disumanità ho potuto constatare nel corso della mia attività professionale”.</p> <p>A Torino, &nbsp;Cospito è accusato di avere messo nel 2006 <strong>due ordigni &nbsp;vicino alla caserma</strong> degli allievi carabinieri di Fossano, in provincia di Cuneo. Per la gambizzazione dell'allora ad di Ansaldo, ora in pensione, Cospito è stato condannato a 10 anni. Nove anni e quattro messi vennero inflitti a Nicola Gai, che nel frattempo è stato scarcerato. &nbsp;</p> <p>“Di quel processo – prosegue Pagano – posso dire che mi ricordo che Cospito e Gai<strong> erano molto determinati </strong>e contestarono il tribunale, scegliendo che le udienze fossero pubbliche, come facevano i brigatisti negli anni Settanta. La sensazione era che fossero un<strong> po' fuori dal tempo. </strong>Non conosco le accuse del processo di Torino ma posso dire che per Adinolfi emerse che loro ebbero molta cura nel colpire le gambe e <strong>non gli organi vitali </strong>del mio assistito. Questo non toglie che i fatti furono gravissimi”. &nbsp;&nbsp;&nbsp;</p> <p>Intanto,<strong> Anna Beniamino</strong>, la militante anarchica in sciopero della fame in solidarietà con &nbsp;Cospito, "rifiuta il ricovero che vorrebbe la direzione sanitaria di Rebibbia ma chiede degli integratori che non le vengono dati per problemi burocratici". Lo dice all'AGI l'avvocato Caterina Calia, che assiste la donna imputata come Cospito nel processo di Torino. E' in sciopero della fame dal 7 novembre. Calia, che l'ha visitata stamane nel carcere di Rebibbia, afferma che <strong>"è ormai pelle e ossa</strong>". "Da una settimana - prosegue - la direzione sanitaria la vuole far ricoverare, ma lei rifiuta, perché ha la pressione bassissima, con la massima a 80. Ha chiesto di avere degli integratori ma per problemi burocratici ancora non li ha ricevuti". &nbsp;</p>

Sul suicidio nel reparto psichiatrico, il gip di Palermo non chiude il caso
<p>AGI&nbsp;- Il tragico caso di Francesco Biagiotti non va archiviato. Accogliendo l'opposizione presentata dai congiunti della vittima contro la richiesta di archiviazione del procedimento penale formulata dalla procura di Palermo, il gip Marco Gaeta ha <strong>ordinato di proseguire le indagini sulla morte</strong>, avvenuta il 12 settembre 2020, del cinquantaquattrenne di Borghetto (Palermo), che si è sì tolto la vita all'interno di una struttura, il reparto di Psichiatria dell'ospedale civico di Partinico, dove avrebbero dovuto sorvegliarlo a vista, e per di più utilizzando le stringhe delle scarpe per impiccarsi.</p> <p>Biagiotti, che lavorava come guardia forestale e che soffriva di depressione anche per una serie di gravi problematiche familiari, il 10 settembre aveva già tentato il suicidio (e non era la prima volta), ma i carabinieri della locale stazione l'avevano fermato in tempo convincendolo a farsi aiutare dai sanitari del 118, che lo hanno trasportato al pronto soccorso del nosocomio di Partinico dove, a seguito di consulenza psichiatrica, è stato ricoverato presso l'unità operativa Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura, <strong>con diagnosi d'ingresso "tentativo di suicidio in paziente con deflessione timica</strong>".</p> <p>Tutti i medici che l'avevano seguito, dall'accesso in ospedale fino all'accettazione allo Spdc, avevano ben chiarito il quadro clinico, patologico e familiare in capo al paziente, così come dovevano averlo ben chiaro gli operatori del reparto. Tanto più perchè l'indomani, 11 settembre, da Psichiatria era stato ricondotto al Pronto Soccorso, con codice giallo, con diagnosi di "deflessione del tono dell'umore e impulsività grave", salvo poi essere riportato nel reparto di degenza.</p> <p>Ma la notte del 12 settembre, alle 3.20, un infermiere, durante un giro di controllo dei pazienti, <strong>ha notato che Biagiotti si era impiccato con dei lacci di scarpe alla grata in ferro del balcone esterno </strong>alla sua camera: decesso che si poteva far risalire approssimativamente tra le 0.30 e le 2.30 e dovuto ad arresto cardiocircolatorio compatibile con l'asfissia meccanica da impiccamento, a quanto stabilito da Chiara Stassi, il medico legale incaricato di effettuare l'ispezione cadaverica sulla salma dal pm di turno della procura, subito messo al corrente del fatto dai carabinieri di Partinico ai quali, durante l'escussione del personale sanitario, un'altra degli infermieri in servizio quella notte avrebbe poi riferito di aver visto per l'ultima volta il cinquantaquattrenne alle 2.45 circa nell'ambito dei giri ispettivi effettuati, nella fascia notturna, ogni tre quarti d'ora.</p> <p>A destare perplessità nelle sorelle della vittima, assistite da Studio3A e dall'avvocato Vincenzo Di Giovanna, del foro di Sciacca, non solo la mancata predisposizione di un servizio di vigilanza continuativa su un soggetto a così alto rischio di suicidio, l'omesso controllo - è stata una tragedia annunciata - ma anche paziente, delle stringhe dalle sue scarpe, che non gli dovevano in alcun modo essere lasciate: le sue calzature sono state ovviamente rinvenute senza lacci</p> <p>. Una delle sorelle, quando Biagiotti si trovava ancora al pronto soccorso, era riuscita a <strong>togliergli opportunamente la cintura dai pantaloni, ma purtroppo non aveva fatto a tempo a sfilargli anche le stringhe</strong> alle lumberjack che calzava. Di qui la loro decisione di andare a fondo per verificare eventuali responsabilità da parte dei sanitari nel decesso del fratello.</p> <p>Il 15 settembre 2020 è stata presentata una denuncia querela presso la stazione dei carabinieri di Borghetto. Esposto che ha portato all'apertura di un procedimento penale, contro ignoti, per l'ipotesi di reato di istigazione o aiuto al suicidio. Il magistrato ha subito disposto indagini per chiarire come fosse stato possibile che il paziente avesse la disponibilità di quei lacci.</p> <p>Il pubblico ministero, con atto dell'11 ottobre 2021, ha chiesto di archiviare il fascicolo, richiesta contro la quale l'avvocato Vincenzo Di Giovanna il 2 dicembre 2021 ha proposto una opposizione che è stata discussa nell'udienza fissata un anno dopo, il 30 novembre 2022, all'esito della quale il giudice Marco Gaeta ha ritenuto non accoglibile la richiesta di archiviazione.</p> <p>"Non sono state svolte indagini in relazione alla possibile sussistenza del reato di istigazione al suicidio o di quello di omicidio colposo - scrive il gip nella sua ordinanza depositata il 6 dicembre 2022 a scioglimento della riserva assunta nell'udienza succitata - l'attività di indagine svolta appare lacunosa anzitutto in relazione allo strumento utilizzato per compiere il fatale gesto, non è stato accertato come la vittima si sia procurato le stringhe, non è chiaro se fossero le sue o altre, e non è stato verificato se quelle in uso alla vittima siano state rimosse al momento dell'accesso al reparto di Psichiatria".</p> <p>"Inoltre - conclude il giudice - non emerge in alcun modo se il Biagiotti, che si è impiccato nel balcone della propria stanza, <strong>si trovasse in un ambiente sicuro all'interno del reparto psichiatrico</strong> (luogo in cui dovrebbero essere adottate tutte le cautele necessarie, anche strutturali, al fine di evitare condotte autolesive o suicidarie) e se fosse stato sottoposto ad un controllo attento e accurato dal personale sanitario, stante le sue condizioni psichiche".</p> <p>Il gip ha quindi disposto, accordando tre mesi di tempo al pubblico ministero, la prosecuzione delle indagini che dovranno individuare il soggetto che avrebbe dovuto rimuovere le stringhe alle scarpe di Biagiotti al momento dell'accesso in Psichiatria, se siano state rimosse, se sia stato o meno predisposto un sistema di vigilanza accurato nei confronti della vittima, se e quali fossero le misure e le cautele <strong>presenti nel reparto psichiatrico dirette e impedire o limitare il rischio di eventi analogh</strong>i e, in ultima analisi, se sussistano responsabilità penalmente rilevanti in capo ai sanitari che ebbero in cura la vittima anche per un reato diverso da quello per il quale è stato aperto il procedimento, ossia di istigazione o aiuto al suicidio.&nbsp;</p>

Schillaci chiede all'Ue di rivedere i contratti sui vaccini
<p>AGI - "Reputo necessaria la rinegoziazione dei contratti con le case farmaceutiche ancora ineseguiti o soltanto parzialmente eseguiti prevedendo la possibilità di ridurre gli acquisti contrattualmente previsti in funzione dell'effettivo fabbisogno degli Stati" di dosi vaccinali anti-Covid "e, in ogni caso, una dilazione dei pagamenti e delle dosi acquisite in più anni, almeno quattro, adattando queste ultime all'evoluzione epidemiologica del virus". Lo ha dichiarato il ministro della Salute, Orazio Schillaci, nel suo intervento alla sessione pubblica del Consiglio Ue Salute.</p> <p>"E'&nbsp;indispensabile che la Commissione europea, in sede di rinegoziazione" dei contratti di acquisto, "riveda la clausola degli Apa", o contratti di acquisto anticipato, "che <strong>pone a carico degli Stati membri il risarcimento e/o l'indennizzo dovuto per i danni cagionati dai vaccini</strong> nonché le spese legali sostenute dalle case farmaceutiche produttrici nei singoli procedimenti non essendo ragionevole che esse gravino sugli Stati membri specialmente dopo l'autorizzazione all'immissione in commercio ordinaria dei singoli vaccini, come anche rilevato dalla Corte dei conti europea", ha detto Schillaci.</p> <p>"Con riguardo ai vaccini consegnati in prossimità della loro scadenza e di fatto inutilizzabili, o comunque al momento della consegna perché&nbsp;<strong>non efficaci all'evoluzione del virus</strong>, essendo venuto meno l'interesse alla loro fornitura, pare essersi verificata un'impossibilità sopravvenuta legittimante i rimedi della sostituzione delle dosi consegnate ovvero, in alternativa, della consistente riduzione del prezzo", ha dichiarato il ministro della Salute, aggiungendi che&nbsp;"è auspicabile che la Commissione agisca a tutela dei diritti degli Stati membri", ha chiesto il ministro al tavolo Ue.</p> <p>"Il Covid-19 non è stato sconfitto ma di certo <strong>l'emergenza si è attenuata notevolmente</strong>" ma "oggi ci troviamo ad affrontare nuove questioni e tra queste vi è certamente quella relativa all'eccedenza dei vaccini" perchè "un'allocazione non efficiente delle limitate risorse pubbliche disponibili per l'acquisto di vaccini che in buona parte probabilmente non potrebbero essere nè da noi usati nè destinati a donazioni internazionali, <strong>oltre a rappresentare uno spreco in sè</strong>", sarebbe "difficilmente compreso dalle nostre opinioni pubbliche e rischierebbe anzi di generare paradossalmente un senso di disaffezione verso future campagne vaccinali", ha osservato il ministro della Salute.</p> <p>"Credo che questo sia un tema da affrontare subito e con determinazione", ha aggiunto. "Ritengo pertanto urgente invitare la Commissione a porre in essere, con la massima incisività, quale unico soggetto giuridicamente a ciò legittimato, tutte le azioni contrattuali a tutela dei diritti degli Stati membri con riguardo agli Apa sottoscritti" ovvero ai contratti di acquisto anticipato firmati con le case farmaceutiche, ha chiesto Schillaci.&nbsp;</p>

Arriva l'aria artica con neve a bassa quota nel weekend
<p>AGI - Maltempo che nelle prossime ore interesserà il Nord Italia e poi nella giornata di sabato soprattutto le regioni del Centro con piogge e temporali anche intensi. Ultimi aggiornamenti del Centro Meteo Italiano che confermano invece da <strong>domenica l'arrivo di aria artica sul Mediterraneo</strong>. Tempo instabile soprattutto su Nord-Est e regioni del Centro-Sud con piogge e acquazzoni sparsi. Neve in calo fino a quote di bassa collina o prossime al piano entro sera tra Veneto ed Emilia Romagna.</p> <p><strong>Fiocchi oltre i 1000 metri sull'Appennino centrale</strong>. Prossima settimana che inizia con un temporaneo miglioramento del tempo ma clima più freddo con temperature di qualche grado sotto media.&nbsp;</p> <p>Previsioni meteo per oggi: al nord Maltempo al Nord con piogge diffuse e anche neve fino a quote molto basse sulle regioni di Nord-Ovest. Tempo in miglioramento tra pomeriggio e sera con precipitazioni in esaurimento un po' ovunque.</p> <p><strong>Al centro molte nuvole in transito sulle regioni del centro con piogge sparse</strong> soprattutto su Toscana, Umbria e Lazio. Tra la sera e la notte maltempo in arrivo sui settori tirrenici con temporali ad iniziare dalla Toscana.</p> <p>Al sud e sulle isole Nuvolosità irregolare in transito per gran parte della giornata sulle regioni del Sud ma con locali piogge solo su Sardegna e Campania. In serata e nottata peggiora sulla Sardegna con temporali anche intensi in arrivo, variabilità asciutta altrove. Temperature minime e massime stabili o in lieve calo al Nord e in rialzo altrove.</p> <p>Previsioni meteo per sabato: <strong>al nord molte nuvole in transito per gran parte della giornata sulle regioni settentrionali </strong>ma con locali fenomeni solo su Romagna e Alpi orientali, nevosi oltre i 900-1000 metri. Peggiora dalla sera con precipitazioni soprattutto al Nord-Est e neve in calo fino a 500-700 metri.</p> <p>Al centro giornata all'insegna del tempo instabile o perturbato sulle regioni del Centro con molte nuvole associate piogge e temporali, localmente più intensi sui settori tirrenici. Ancora precipitazioni sparse tra la sera e la notte.</p> <p>Al sud e sulle isole molte nuvole al mattino sulle regioni del Sud con precipitazioni sparse generalmente di debole intensità.</p> <p>Tra pomeriggio e sera peggiora con temporali intensi su Campania, Calabria e Isole Maggiori. Temperature minime in calo al Centro-Nord in aumento al Sud, massime in aumento al Nord e in calo al Centro-Sud. Previsioni meteo per domenica: al nord giornata con tempo instabile al Nord, specie sui settori centro-orientali, con piogge sparse e neve in calo fin verso i 200-500 metri.</p> <p>Entro la sera ancora <strong>fenomeni tra Veneto ed Emilia Romagna con fiocchi a quote prossime al piano</strong>. Al centro tempo instabile al mattino con piogge sparse tra Toscana, Umbria e Marche.</p> <p>Al pomeriggio fenomeni sparsi sui settori interni e localmente sulle coste dell'Adriatico. Neve fino a 1000-1200 metri sull'Appennino. Migliora dalla sera. Al sud e sulle isole tempo instabile durante la giornata sulle regioni del Sud con piogge sparse soprattutto sui settori peninsulari, più asciutto sulle isole maggiori. Dalla sera piogge in arrivo tra Sicilia e Calabria, nuvolosità e schiarite altrove. Temperature minime e massime in decisa diminuzione su tutta la penisola.</p>

Contro il caro-bollette un comune del Salernitano regala impianti fotovoltaici
<p>AGI&nbsp;- Ridurre la dipendenza dal gas, favorire il risparmio energetico e la produzione di energia elettrica a livello comunale. Punta a questo un pacchetto di provvedimenti varato dal Comune di Montecorvino Pugliano, nel Salernitano, tra cui c'è l'installazione di impianti fotovoltaici da balcone 'plug &amp; play' con il Comune, <strong>è</strong> <strong>la prima volta che accade in Campania e la seconda in Italia</strong>, che regala alle famiglie un piccolo impianto che trasferisce l'energia ricavata dai raggi solari collegandolo alla spina della corrente di casa.</p> <p>Poi, tra le azioni che l'Amministrazione comunale guidata dal sindaco Alessandro Chiola mette in campo, ci sono la creazione delle comunità energetiche rinnovabili, la sostituzione e l'installazione di pannelli fotovoltaici e pannelli solari termici sugli edifici comunali e, finanche, la trasformazione di un'ex discarica in un enorme parco fotovoltaico.</p> <p>"La Giunta comunale di Montecorvino Pugliano ha deliberato un pacchetto di misure per contrastare il caro-bollette e con cui il Comune intende dare il proprio contributo al contrasto alla crisi climatica e alla riduzione dell'inquinamento atmosferico fornendo energia pulita", sottolinea all'AGI il primo cittadino Chiola, rimarcando che "ci stiamo lavorando da diversi mesi e siamo arrivati alla conclusione di questo pacchetto di provvedimenti".&nbsp;</p> <p>Tra questi, "ci sono<strong> i pannelli fotovoltaici plug and play</strong> - spiega - che, praticamente, regaliamo ai cittadini dopo un bando pubblico. E'&nbsp;un'iniziativa unica nel suo genere in Campania e tra le prime in Italia". "Abbiamo stanziato per il 2023 - osserva il sindaco - quasi 50mila euro solo per i pannelli. Per ora, li potranno richiedere i cittadini che hanno un Isee massimo di 24mila euro, quindi una fascia di popolazione in cui rientrano molte famiglie. è un inizio e contiamo di poterlo replicare anche negli anni successivi per poter raggiungere il maggior numero delle famiglie che ne fanno richiesta con una programmazione nel triennio".</p> <p>Poi, "abbiamo deciso - illustra - di procedere con l'efficientamento energetico di tutti gli edifici comunali". Il provvedimento è chiamato 'Casa Comunale Green' e riguarda la sostituzione e l'installazione di pannelli fotovoltaici e pannelli solari termici sugli edifici comunali, migliorando di fatto l'efficientamento energetico degli immobili di proprietà del Comune, tra cui impianti sportivi, scuole e strutture comunali. Ancora, c'è "la costituzione delle comunità energetiche rinnovabili da mettere in piedi con un atto formale, infatti costituiremo un nuovo Ente giuridico".</p> <p>L'obiettivo è <strong>produrre e condividere energia rinnovabile, generare e gestire in autonomia energia verde a un prezzo calmierato e competitivo</strong> e soprattutto a un prezzo di mercato da parte di condomini, attività produttive e cittadini. "L'ultimo provvedimento è l'installazione di un parco fotovoltaico nell'ex discarica di Parapoti, per anni sversatoio di rifiuti", conclude Chiola.&nbsp;</p>

Nove italiani su dieci fanno l'albero di Natale spendendo in media 40 euro 
<p>AGI - L'albero di Natale resta una tradizione fortemente radicata tra gli italiani che lo accendono in <strong>quasi nove famiglie su dieci (85%)</strong>, anche se però&nbsp;ci si divide, tra vero o finto, tra piccolo e grande, tra addobbo tradizionale od innovativo.</p> <p>È&nbsp;quanto emerge da una indagine Coldiretti/Ixè in occasione dell'Immacolata durante il quale nelle case si inizia ad addobbare l'abete per le feste. "L'albero naturale verrà&nbsp;scelto quest'anno da <strong>quasi 3 milioni di famiglie </strong>anche se - sottolinea Coldiretti - la maggioranza del 63% degli italiani ricicla l'albero di plastica recuperato dalla cantina mentre una minoranza lo compra nuovo di plastica.</p> <p>La <strong>spesa media degli italiani per l'albero vero è quest'anno di 40 euro </strong>anche se secondo Coldiretti/Ixè&nbsp;<strong>quasi un italiano su due (47%) contiene il budget sotto i 30 euro</strong>, un altro 28% si orienta tra i 30 e i 50 euro, ma c'è anche un 19% che spenderà fino a 100 euro, e chi andrà addirittura oltre".</p> <p>I prezzi variano a seconda dell'altezza e delle varietà con gli abeti più&nbsp;piccoli che, precisa la Coldiretti, "non superano il metro e mezzo venduti tra i 10 e i 60 euro a seconda della misura, della presenza delle radici ed eventualmente del vaso, mentre per le piante di taglia oltre i due metri il prezzo sale anche a 200 euro per varietà particolari".</p> <p>"La vendita - continua la Coldiretti - avviene nei vivai, nella grande distribuzione, presso i fiorai, nei garden, ma ottime occasioni si trovano anche in molti mercati degli agricoltori di Campagna Amica. Da segnalare quest'anno l'arrivo della <strong>possibilità&nbsp;di noleggiare alberi veri </strong>promossa da Coldiretti e Campagna Amica in Toscana in provincia di Pistoia. L'obiettivo è quello di andare incontro alle difficoltà di gestione di un abete vero per molte famiglie che hanno poco spazio in casa o nessun giardino per ospitarlo, offrendo la possibilità di riportare l'esemplare acquistato al vivaio che lo terrà in custodia fino al prossimo Natale grazie all'impiego di speciali vasi che tramite dei fori permettono alle radici di crescere una volta ripiantati. Gli alberi, una volta spogliati degli addobbi, potranno essere così&nbsp;riconsegnati ottenendo indietro la metà del prezzo pagato".</p> <p>"Quando l'abete sarà troppo grande - evidenzia Coldiretti - per essere ospitato in casa sarà restituito al bosco, il suo habitat naturale. L'albero naturale italiano concilia il rispetto della tradizione con quello dell'ambiente poichè è coltivato soprattutto nelle zone montane e collinari in terreni marginali altrimenti destinati all'abbandono e contribuiscono a migliorare l'assetto idrogeologico delle colline ed a combattere l'erosione e gli incendi".</p> <p>Gli abeti utilizzati come ornamento natalizio, rileva la Coldiretti, "derivano per circa il 90% da coltivazioni vivaistiche mentre il restante 10% (cimali o punte di abete) dalla normale pratica forestale che prevede interventi colturali di 'sfolli', diradamenti o potature indispensabili per lo sviluppo e la sopravvivenza del bosco. In Italia la coltivazione dell'albero di Natale è concentrata prevalentemente in Toscana (province di Arezzo e Pistoia) ed in Veneto".&nbsp;</p>

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