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Valle dei Templi, uno dei Patrimoni più belli e preziosi dell'Umanità

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La Zona Archeologica di Agrigento si trova nella parte meridionale della Sicilia, in sud Italia.

L’UNESCO ha deciso di inserire l’area archeologica di Agrigento nel prestigioso elenco dei siti “Patrimonio Mondiale Dell'Umanità” perché: Agrigento rappresenta, ancora oggi, la cultura greca.
L’UNESCO, arriva a questa decisione nel 1997, considerando che è di particolare rilievo il complesso dei templi dorici presente ad Agrigento ed  è uno dei principali esempi non soltanto dell’arte, ma dell’intera cultura greca.
L'UNESCO ha tenuto in forte considerazione il fatto che Agrigento sia stata una delle più grandi città dell’area del Mediterraneo e che i suoi templi si siano conservati quasi intatti fino ai giorni nostri.

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Storicamente Akragas Agrigentum. Questo il nome dell’Agrigento di epoca greca che si è conservata in ottimo stato fino ai tempi nostri, come dimostra la Valle dei Templi.
I primi ad arrivare da queste parti
furono abitanti della città di Gela, originari delle isole greche di Creta e Rodi (581 a.c.).
Il periodo di massimo splendore di Siracusa coincide con quello della Magna Grecia ed in questo periodo Akragas Agrigentum si ricorda come uno dei centri più attivi che, in Sicilia, pare fosse
seconda solo a Siracusa.
Quanto alla sua bellezza, basta ricordare il poeta greco Pindaro che la definì “la più bella città dei mortali”.

 

Il tempio di Giunone, il Tempio della Concordia, il Tempio di Eracle, il Tempio di Zeus Olimpico, il Tempio di Castore e Polluce, il Tempio di Vulcano, il Tempio di Esculapio.
Sono sette i templi della mitica Valle di Agrigento e tutti in condizioni di conservazione
eccezionali.
A questi va aggiunta la Tomba di Terone, eretta per ricordare i caduti della seconda guerra punica.
Insomma, qui la storia è di casa ed Agrigento, all’interno del bacino del Mediterraneo, ne è stata il fulcro  per parecchi secoli.

 

L’area archeologica di Agrigento, con la sua Valle dei Templi, è la testimonianza più significativa della civiltà greca in Sicilia.
I Templi di quest’area, sorgono tra campagne di mandorli e fiori, quasi a voler essere incorniciati
in uno scenario che li rende immortali.
I Templi di stile dorico sono stati edificati a partire dal quinto secolo avanti Cristo con tufo calcareo trovato in loco. Ad essere meglio conservato (praticamente appare integro) è il Tempio
della Concordia che deve il suo nome ad una iscrizione latina trovata nei pressi del Tempio stesso.
Affascinanti anche i Templi di Eracle (Ercole) che è il più antico e quello di Zeus Olimpico
(Giove) con i suoi telamoni, enormi statue dalle sembianze umane.
Vi sono poi il Tempio di Giunone, di Castore e Polluce, di Vulcano e di Esculapio. Affascinante anche la posizione dei Templi, tutti rivolti verso Est in modo che la statua raffigurante la divinità all’interno del Tempio venisse irradiata dal sole che sorge la mattina.

 

La cattedrale di San Gerlando, in Agrigento, è nota, oltre che per la sua bellezza, anche per un particolare fenomeno detto “portavoce”. La tradizione vuole che dall’abside, la parte terminale della chiesa, complice il silenzio della cattedrale, si riesca a sentire ciò che viene bisbigliato all’ingresso.

 

La Valle dei Templi è aperta dalle 8.30 alle 19.00 tutti i giorni compresi domeniche e festivi.

info@valledeitempli.it

 

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L'Esercito pattuglierà l'esterno del carcere di Badu 'e Carros  
<p>&nbsp;AGI - Arriva l'Esercito per pattugliare, sino al 31 dicembre prossimo, l'esterno del carcere di Badu 'e Carros, a Nuoro, da dove un anno fa evase un boss della mafia pugliese, il 40enne Marco Raduano, poi catturato in Corsica il 24 febbraio scorso. Una squadra di undici militari "contribuirà a innalzare il senso di sicurezza percepito" dal personale della polizia penitenziaria "e a ripristinare un clima di serenità sul piano operativo", ha annunciato oggi la prefettura dopo la riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica convocato dal prefetto Giancarlo Dionisi proprio per affrontare problemi dell'istituto penitenziario, dove gli agenti interni non sono sufficienti a garantire adeguatamente i servizi di vigilanza interna. Vi hanno partecipato, tra gli altri, la direttrice del carcere, Marianna Madeddu, e il comandante della polizia penitenziaria Salvatore Cadeddu. I militari dell'Esercito, coordinati dal questore Alfonso Polverino, presteranno servizio fuori dal carcere.&nbsp;</p> <p>"Abbiamo denunciato a più riprese lo stato emergenziale in cui il personale di polizia penitenziaria è costretto a lavorare. Turni interminabili, processi lavorativi da riorganizzare urgentemente e una carenza organica che non consente adeguati livelli di sicurezza degli operatori, dell'Istituto e pubblica", ricorda il segretario generale della Uil PA Polizia Penitenziaria della Sardegna, Michele Cireddu. "Avevamo chiesto l'intervento del Prefetto Dionisi che in più occasioni ci ha ricevuto e ascoltato. Ha pertanto personalmente sollecitato interventi sia ai vertici dell'amministrazione che al sottosegretario alla Giustizia. Purtroppo anzichè interventi concreti sono arrivate solo splendide parole di circostanza , troppo poco per risolvere la grave emergenza in cui versa l'Istituto". "Esiste una grave emergenza negli istituti della Sardegna - ribadisce il sindacalista -. Chiederemo la convocazione degli altri prefetti delle province sarde, nella speranza che dimostrino la stessa sensibilità e la stessa capacità di azione del prefetto Dionisi".&nbsp;</p>

Allerta rossa in Veneto, treni sospesi, scuole chiuse a Vicenza
<p>&nbsp;AGI -&nbsp;È ancora <strong>allarme per il maltempo</strong> che da ieri investe il nord del Paese, con livelli di allerta meteo che vanno dal giallo in Piemonte, Lombardia e Toscana all'arancione in Emilia-Romagna fino al rosso su parte del Veneto. In quest'ultima regione si registra la situazione più critica. Particolarmente colpito è il Vicentino. Il sindaco del capoluogo, Giacomo Possamai, ha tracciato un primo bilancio sul maltempo che si è abbattuto sulla città, al termine della riunione operativa iniziata alle 5 di questa mattina.</p> <p>&nbsp;</p> <p>"La situazione continua a essere molto critica. Il centro operativo comunale - ha spiegato - è stato riunito tutta la notte e da poco è finita la riunione plenaria. Ci sono varie segnalazioni di allagamenti in città, soprattutto di cantine, ci sono tante strade chiuse". L'invito alla cittadinanza è a essere prudenti: "La richiesta è quella di non muoversi salvo particolari necessità per consentire libertà di movimento ai mezzi della protezione civile. Il<strong> fiume Retrone</strong> continua a far paura, petche il suo livello è salito anche se di poco nelle ultime ore. Sul Bacchiglione è stato già aperto un bacino di laminazione quindi già nelle prossime ore si dovrebbero vedere i primi effetti". I bacini di laminazione di Caldogno, aperto nella notte, e dell'Orolo, attivo da ieri, hanno raccolto complessivamente 1 milione e 600 mila metri cubi d'acqua che si sarebbero riversati in gran parte su Vicenza.</p> <p>&nbsp;</p> <p>Malgrado questa determinante azione che sta contenendo la <strong>piena del Bacchiglione</strong>, in città l'allarme resta molto elevato soprattutto per gli allagamenti prodotti dal Retrone, dalla Dioma, dai fossati della rete secondaria e dalle condotte della rete meteorica in grande sofferenza. Sono stati 60 gli interventi effettuati dai vigili del fuoco in Veneto. Le squadre sono state impegnate soprattutto nelle province di Padova, Vicenza e Verona per alberi abbattuti, danni d'acqua, prosciugamenti e cedimenti del terreno. Sono stati 24 gli interventi in provincia di Padova, 16 a Verona, 10 nel Vicentino.</p> <div></div> <p>Problemi si registrano ancora sulla <strong>linea ferroviaria Milano-Venezia</strong>. La circolazione resta sospesa tra Vicenza e Padova per condizioni meteo critiche che stanno provocando il rischio di esondazione di alcuni fiumi ha comunicato Trenitalia. Sono al lavoro i tecnici e la Protezione Civile per consentire la regolare ripresa della circolazione ferroviaria. Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha annullato gli impegni della mattina di oggi per seguire le evoluzioni legate all'ondata di maltempo che da alcuni giorni sta colpendo la regione. Nella sede regionale della Protezione Civile a Marghera (Venezia) alle ore 12 terrà un punto stampa con l'assessore Gianpaolo Bottacin.</p> <p>&nbsp;</p> <p>L'ondata di maltempo sta flagellando anche il Biellese. Questa mattina è stata<strong> chiusa al traffico la strada provinciale Settimo Vittone </strong>al confine con il Canavese, per l'ennesima frana avvenuta nel corso della notte, dopo che già ieri si erano verificati smottamenti e cadute di pietre sulla sede stradale. La viabilità è deviata alla frazione di San Lorenzo di Mongrando. Numerosi sono stati gli interventi dei Vigili del Fuoco nel corso della notte appena trascorsa. Diversi, infatti, gli alberi crollati sull'asfalto sotto il peso delle intense precipitazioni di queste ore. Colpiti i comuni di <strong>Valdilana, Cossato e Biella</strong>.</p> <div></div> <p>Sempre a causa del maltempo e del conseguente allarme lanciato dal Sistema di allertamento nazionale per la previsione di possibili fenomeni franosi indotti da piogge lungo l'infrastruttura ferroviaria, è chiusa da ieri sera la <strong>linea Faentina tra Faenza e Marradi</strong>, a lungo interrotta dopo l'alluvione di maggio. Proseguono i disagi legati al maltempo anche<strong> Toscana</strong>. In provincia di Lucca ieri sera un vasto movimento franoso ha infatti interessato la frazione di Tereglio, nel comune di Coreglia Antelminelli, in Garfagnana. La frana ha coinvolto un muro di recinzione di un'abitazione e si è reso necessario l'intervento di una squadra dei vigili del fuoco di Castelnuovo Garfagnana. Verificato che la frana era ancora in movimento, il personale del Comune di Coreglia Antelminelli ha dato attuazione a una ordinanza di sgombero per le quattro persone che abitano nell'edificio fino a più accurate verifiche da effettuarsi nella giornata di oggi. Il personale dei vigili del fuoco si è occupato anche di recuperare i beni necessari ai residenti. In Toscana, comunque, i livelli dei bacini sono in diminuzione: nonostante le precipitazioni intense localmente oltre i 150mm, "non ci sono stati problemi sui fiumi". Lo rende noto sui social il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani.</p> <p>&nbsp;</p> <p>Il <strong>colmo di piena dell'Arno</strong> è già transitato a Firenze, Empoli e Pontedera. In transito attualmente a Pisa a 1100 metri cubi al secondo senza alcuna criticità. Per l'importante quantità di acqua caduta e la saturazione del terreno, ci sono stati alcuni movimenti franosi nelle province di Massa Carrara, Pistoia, Lucca e Prato, molti già risolti e alcuni in via di risoluzione grazie al sistema di Protezione Civile della Toscana, personale dei Comuni e Vigili del Fuoco. Le ultime previsioni meteo indicano che la perturbazione sta per spostarsi verso Sud, dove sono previste piogge e un abbassamento delle temperature. Per oggi la Protezione Civile della Campania ha emanato un'allerta meteo gialla per precipitazioni che potrebbero essere intense.</p> <h2>Allerta gialla nel Lazio da oggi pomeriggio</h2> <p>L'Agenzia Regionale di Protezione civile del Lazio ha emesso un'allerta gialla con validità dal pomeriggio di oggi, 28 febbraio, e per le successive 18-24 ore. Si prevedono sul Lazio precipitazioni sparse, anche a carattere di rovescio o breve temporale.&nbsp;</p>

Il maltempo ferma le ricerche dell'ex della 41enne uccisa
<p>AGI - Sono state sospese per oggi a causa del maltempo le ricerche del mezzo ritrovato nel Bacchiglione che potrebbe appartenete all'ex marito della 41enne di Bovolenta (Padova) trovata morta ieri.<br> Dell'uomo si sono perse le tracce e nella serata di ieri si è trovato un mezzo nel fondo del fiume che potrebbe essere compatibile con quello utilizzato dall'ex compagno della donna. Le ricerche riprenderanno domani.&nbsp;</p> <p>&nbsp;</p> <div></div> <p>&nbsp;</p> <p>&nbsp;</p>

Il cadavere di una donna scomparsa ritrovato dagli inviati di Chi l'ha visto
<p>(AGI) - Napoli, 28 feb. - Due inviati della trasmissione 'Chi l'ha visto?', Francesco Paolo Del Re e Marco Monti, hanno ritrovato il corpo di Antonella Di Massa. La donna era scomparsa la scorsa settimana da Casamicciola sull'isola di Ischia.</p> <p>I giornalisti hanno subito avvisato i familiari e le forze dell'ordine; il marito e i carabinieri sono sul posto. Il corpo era ad alcune centinaia di metri dal parcheggio di Succhivo di Serrara Fontana, dove era stata rinvenuta l'auto della donna, che aveva 51 anni: una telecamera l'aveva ripresa.</p> <div></div> <p>&nbsp;</p> <p>Come ha spiegato Francesco Paolo Del Re, lui e il collega stavano cercando tracce di Antonella ripercorrendo il percorso che donna poteva aver fatto il giorno della scomparsa. Si sono inoltrati nella vegetazione e hanno notato il cadavere.&nbsp;</p> <p>&nbsp;</p>

Diffamò Wanda Nara e un giocatore dell'Inter, condannato Fabrizio Corona
<p>AGI - Fabrizio Corona è stato condannato a una sanzione di 1.500 euro per la diffamazione commessa nei confronti di Marcelo Brozovic e Wanda Nara. Lo ha deciso il Tribunale di Milano che ha riconosciuto nei confronti delle due parti civili un provvisionale di risarcimento di 5mila e 7mila e 500 euro.</p> <p>&nbsp;</p> <div></div> <p>&nbsp;</p> <p>La vicenda riguarda un articolo comparso nel febbraio 2019 sulla rivista on line "The King Corona Magazine" su un falso flirt tra Wanda Nara e il calciatore croato, all'epoca all'Inter e quindi compagno di squadra di Mauro Icardi, a sua volta marito della show girl argentina. "Siamo soddisfatti ed è una sentenza giusta", ha commentato l'avvocato Danilo Buongiorno, che assiste Brozovic approdato dallo scorso luglio all'Al-Nassr, club del campionato saudita.</p> <p>&nbsp;</p> <div></div> <p>&nbsp;</p> <p>"Non ho mai avuto una relazione con Brozovic. Nell'articolo si parla di chiamate e di messaggi con Brozovic, ma io non ho mai avuto il suo numero e non era neanche una persona che frequentavamo nella squadra. Non ho capito da dove sia nata questa storia", aveva detto la 37enne argentina, assistita dal legale Giuseppe Di Carlo, nella sua deposizione in aula in una precedente udienza.</p> <p>&nbsp;</p>

Papa Francesco al Gemelli. Controlli programmati
<p>AGI - Una visita programmata, dopo l'udienza generale. Papa Francesco si è recato questa mattina all'ospedale Gemelli dell'Isola Tiberina per un controllo. Il Vaticano non ha fornito dettagli sulle motivazioni della visita e dopo circa un'ora, il pontefice ha lascito la struttura per tornare in Vaticano. È arrivato in ospedale a bordo della Fiat 500 con i vetri oscurati e ha attraversato l'ingresso del Perugino. In mattinata all'udienza generale era arrivato in carrozzina nell'Aula Paolo IV.&nbsp;</p> <p>"Ancora sono un po' raffreddato per questo ho chiesto a monsignor Ciampanelli di leggere la catechesi di oggi. Grazie". Così Francesco a inizio Udienza Generale. Monsignor Filippo Ciampanelli ha letto anche il discorso che il Pontefice aveva preparato per l'udienza ai membri del sinodo dei vescovi della chiesa patriarcale di Cilicia degli Armeni, che si è svolta prima dell'udienza generale. Continuando il ciclo di catechesi su 'I vizi e le virtù'', il Pontefice incentra la sua riflessione sul tema "L'invidia e la vanagloria". Quella di oggi è stata la prima apparizione pubblica di Francesco, a eccezione dell'Angelus, dopo i lievi sintomi influenzali che lo hanno colpito e costretto ad annullare tutti i suoi impegni.&nbsp;</p>

Ucciso con 10 coltellate, fermata la compagna 60enne
<p>AGI - Era un infermiere del reparto di cardiologia dell'Ospedale Sant'Andrea, e si chiamava Tiziano Colombi, la vittima dell'omicidio avvenuto nella serata di martedì 27 febbraio in corso XXVI Aprile a&nbsp;Vercelli. Colombi, 58 anni, viveva a Quinto Vercellese, ma era spesso a&nbsp;Vercelli&nbsp;in casa della compagna, Rosa Comito, 60enne, che ieri sera l'ha massacrato a coltellate dopo un furibondo litigio. Si vanno chiarendo così i contorni di un delitto che ha suscitato profonda impressione sia nel piccolo paese dove abitava Colombi, sia nell'ambiente sanitario di&nbsp;Vercelli. Una dinamica, quella dell'omicidio, sulla quale gli inquirenti hanno ormai raggiunto alcune certezze. I due, insieme da molti anni, secondo le descrizioni dei vicini, erano una coppia tranquilla. Ma ieri sera, intorno alle 19.30, e' scoppiata una lite molto accesa. Pochi minuti, poi ancora il silenzio. Rosa ha agguantato un coltello da cucina e ha colpito l'uomo come una furia: almeno dieci le coltellate che hanno spezzato la vita di Tiziano. A chiamare le forze dell'ordine e i soccorsi è stata lei stessa. I poliziotti l'hanno trovata in stato di choc, ancora con il coltello fra le mani, a sua volta ferita proprio sulle mani. La donna è stata fermata e portata in ospedale. Oggi pomeriggio sarà sentita dalla pm Maria Serena Iozzo.&nbsp;</p>

Il generale Vannacci è stato sospeso con stipendio dimezzato
<p>AGI - Il generale <strong>Roberto Vannacci</strong> è&nbsp;"stato sospeso dell'impiego per 11 mesi, 'con conseguente uguale detrazione di anzianità e dimezzamento dello stipendio'". Lo dice all'AGI l'avvocato Giorgio Carta, difensore di Vannacci. La sanzione applicata dalla Difesa riguarda il procedimento disciplinare di Stato avviato lo scorso 30 ottobre dopo la pubblicazione di 'Il mondo al contrario'. Contro il provvedimento, il legale ha annunciato "immediato ricorso al Tar Lazio".&nbsp;</p> <p>&nbsp;</p> <p>Nel provvedimento con cui il ministero della Difesa ha sospeso il generale, secondo quanto si apprende da fonti difensive, vengono stigmatizzate "le circostanze della pubblicazione del libro 'Il mondo al contrario' che avrebbe asseritamente denotato 'carenza del senso di responsabilità" e determinato una "lesione al principio di neutralità/terzietà della Forza Armata", "compromettendo il prestigio e la reputazione dell'Amministrazione di appartenenza e ingenerando possibili effetti emulativi dirompenti e divisivi nell'ambito della compagine militare".&nbsp;La sanzione applicata dalla Difesa riguarda il procedimento disciplinare di Stato avviato lo scorso 30 ottobre dopo la pubblicazione di "Il mondo al contrario"</p> <p>&nbsp;</p> <p>&nbsp;"Un'inchiesta al giorno, siamo al ridicolo, quanta paura fa il Generale? Viva la libertà di pensiero e di parola, viva le Forze Armate e le forze dell'ordine, viva uomini e donne che ogni giorno difendono l'onore, la libertà e la sicurezza degli Italiani", scrive su X il vicepremier <strong>Matteo Salvini</strong>.</p> <p>&nbsp;</p> <h2>Il generale: non commento le decisioni, vado avanti più forte di prima</h2> <p><strong>"Vado avanti più forte di prima"</strong>. Lo dice all'AGI il generale Roberto Vannacci dopo la sospensione dell'impiego per 11 mesi, 'con conseguente uguale detrazione di anzianità e dimezzamento dello stipendio'" disposta nei suoi confronti dal ministero della Difesa. L'ufficiale non commenta nello specifico la decisione del ministro Guido Crosetto. "Queste sono questioni di servizio", taglia corto.&nbsp;</p> <p>&nbsp;</p>

Nuovo processo su piazza della Loggia: in aula testimoni 90enni (e uno di 101 anni)
<p><span><span><span>AGI – A cinquant'anni dalla strage di piazza della Loggia del 28 maggio 1974 la giustizia brama ancora pezzi di verità ed è inevitabile che lo scorrere del tempo assottigli le possibilità di approfondire fatti ingialliti dal tempo anche se ancora vivissimi e dibattuti nella memoria storica del Paese. Scorrendo le liste dei testimoni depositate da Procura, parti civili e difesa, visionate dall'AGI, in vista dell'inizio il 29 febbraio del<a href="https://www.agi.it/cronaca/news/2023-03-24/nuovo_capitolo_piazza_loggia_parte_civile_giovani_cadde_49_anni_fa-20633162/"> processo a Roberto Zorzi, </a>accusato di essere uno degli esecutori dell'attentato di matrice neofascista, emerge che molti testimoni hanno tra i 90 e i 100 anni.</span></span></span></p> <p><span><span><span>L'elenco degli avvocati Stefano Casali ed Edoardo Lana, difensori dell'allora giovane ordinovista, ora cittadino americano, consta di ben 113 persone. Spetterà ovviamente alla Corte d'Assise di Brescia deciderà se <strong>eventualmente sfoltirlo </strong>ma nel frattempo questi nomi messi uno in fila all'altro restituiscono i connotati di un'altra epoca. </span></span></span></p> <p><span><span><span>Il più anziano a essere chiamato è <strong>Giovanni Majorana, </strong>bresciano, 101 anni. Gli viene chiesto di deporre sul “presunto covo di ‘Anno Zero', vicolo cieco posto in via Aleardi dive Silvio Ferrari e Ombretta Giacomazzi si sarebbero incontrati coi militari dei carabinieri per scopi illeciti”. Il 97enne Antonio Barbato, all'epoca carabiniere a Verona, viene citato sugli “eventuali accessi di Silvio Ferrari e Ombretta Giacomazzi nel 1974 presso il Comando militare”. </span></span></span></p> <p><span><span><span>Il 92enne Lucio Inneco, generale di corpo d'armata, era ufficiale dell'esercito con l'incarico di capo ufficio della&nbsp; Ftase, ovvero la Nato, a Palazzo Carli a Verona, viene chiamato su uno dei capitoli più suggestivi della vicenda, quella sul cosiddetto <strong>‘Deep State', </strong>come lo definiscono gli inquirenti. Stesso ruolo in veste di testimone avrebbe l'allora carabiniere Domenico Pisani, classe 1933. A questo proposito, la difesa ritiene importante anche la testimonianza di Giovanni Mannarino, 92 anni, all'epoca carabiniere in servizio a Parona, frazione di Verona, “su eventuali riunioni straordinarie rispetto alla normale e lecita attività di un caserma dei carabinieri”. Stessa età per Bruno Tuttopetto, carabiniere del Nucleo Investigativo veronese, tra gli autori delle indagini all'epoca. &nbsp;Gli avvocati delle parti civili sono stati decisamente più parchi nelle loro richieste e hanno chiamato solo 17 testi, mentre la Procura chiede di ascoltare i racconti in aula di 47 persone. (AGI) &nbsp;&nbsp;</span></span></span></p>

Le statue di Olindo e Rosa Bazzi vicino alla casa della strage di Erba
<p>AGI - A due giorni dal processo di revisione, a Erba, in piazza del Mercato, vicino alla corte dove l'11 dicembre 2006 vennero uccise 4 persone appaiono due statue raffiguranti <strong>Olindo Romano e Rosa Bazzi</strong>, condannati all'ergastolo per la strage. L'opera intitolata 'The Lovers' è dell'artista torinese <strong>Nicolò Tomaini</strong> che cita una storica installazione di Marina Abramovic, 'Rest energy', in cui lei e il suo compagno stanno uno di fronte all'altra. Una figura tiene in mano un arco, in questo caso è Olindo, un'altra tende una freccia pronta a essere scoccata verso chi le sta di fronte.</p> <p>&nbsp;</p> <p>Le statue sono state posizionate lunedì notte sotto al portico davanti a una videocamera rivestita in oro. "La giostra riparte - spiega Tomaini sui social -. Quella che era una verità suggellata attraverso i tre gradi del processo viene disfatta e smembrata con gli stessi mezzi che tanto avevano preso parte al suo consolidamento. E, normale esito della società della 'separazione compiuta', si riparte dalla caotica girandola dell'enfatizzazione dei dettagli: la confessione, i testimoni inattendibili, quelli attendibili, le tracce forensi, la loro assenza, in un caotico profluvio di particolari slegati e contraddittori. Restano alla fine le immagini statiche di Olindo e Rosa, tanto incredibili da dover essere vere".&nbsp;</p>

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